DE TOMASO
MANGUSTA
BRD · C4 · H3 · IC20 · V2
@66TOR
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Dati Identitari
Nome ufficiale: De Tomaso Mangusta
Nome d’uso: Mangusta
Nome culturale: Mangusta
Costruttore: De Tomaso
Prima presentazione pubblica: Salone dell’Automobile di Torino, 1966
Produzione: 1967–1971
Unità prodotte: circa 401 esemplari
Tipologia: Coupé sportiva a motore centrale
Architettura generale: Motore centrale longitudinale, trazione posteriore
Nome d’uso: Mangusta
Nome culturale: Mangusta
Costruttore: De Tomaso
Prima presentazione pubblica: Salone dell’Automobile di Torino, 1966
Produzione: 1967–1971
Unità prodotte: circa 401 esemplari
Tipologia: Coupé sportiva a motore centrale
Architettura generale: Motore centrale longitudinale, trazione posteriore
Architettura e Genesi
La Mangusta nasce come progetto di affermazione identitaria per la giovane casa modenese fondata da Alejandro De Tomaso.Il telaio a trave centrale (backbone), soluzione tecnica raffinata per l’epoca, garantiva rigidità strutturale e compattezza. La carrozzeria, disegnata da Giorgetto Giugiaro per Ghia, introduce un linguaggio teso e bassissimo, privo di concessioni decorative.
Elemento distintivo:
Fasi Evolutive BRD Rilevanti
La vera discontinuità avviene con l’introduzione della Pantera.
Lettura Strutturale – Codice BRD
C4 – Storico consolidato
46–60 anni di anzianità (al 2026)
H3 – Iconico
Riconoscibilità formale e ruolo distintivo nella stagione delle GT italiane anni ’60
IC20 – Fascia Alta
Produzione limitata + pedigree stilistico + consolidamento nel mercato collezionistico
V2 – Interesse stabile in rafforzamento
Crescita graduale e non speculativa
Interpretazione BRD
Rilevanza strutturale evolutiva
La Mangusta non introduce una rivoluzione architetturale nel panorama globale delle sportive, ma rappresenta una affermazione identitaria forte nella storia dell’automobile italiana.
Il telaio backbone e la scelta del V8 americano configurano una sintesi tecnico-industriale originale, che consolida la traiettoria del marchio De Tomaso.
Si configura come consolidamento creativo, non come discontinuità strutturale di sistema.
Valore collezionistico (IC)
L’IC20 è determinato da:
Versione di riferimento – V8 4.7
Nota Redazionale
La Mangusta occupa una posizione peculiare: meno celebrata della Miura, meno diffusa della Pantera, ma stilisticamente tra le più pure espressioni della stagione 1966–1971.
È uno Storico consolidato che mantiene margini di rivalutazione qualitativa, ma non presenta dinamiche speculative aggressive.
Riferimenti Editoriali
- doppia apertura del vano motore a “ali” incernierate
- motorizzazione Ford V8 (4.7 e successivamente 5.0 litri)
- impostazione meccanica che unisce ingegneria italiana e potenza americana
Fasi Evolutive BRD Rilevanti
- Versione iniziale con V8 Ford 4.7 litri
- Evoluzione con 5.0 litri
- Produzione limitata e ciclo relativamente breve
La vera discontinuità avviene con l’introduzione della Pantera.
Lettura Strutturale – Codice BRD
C4 – Storico consolidato
46–60 anni di anzianità (al 2026)
H3 – Iconico
Riconoscibilità formale e ruolo distintivo nella stagione delle GT italiane anni ’60
IC20 – Fascia Alta
Produzione limitata + pedigree stilistico + consolidamento nel mercato collezionistico
V2 – Interesse stabile in rafforzamento
Crescita graduale e non speculativa
Interpretazione BRD
Rilevanza strutturale evolutiva
La Mangusta non introduce una rivoluzione architetturale nel panorama globale delle sportive, ma rappresenta una affermazione identitaria forte nella storia dell’automobile italiana.
Il telaio backbone e la scelta del V8 americano configurano una sintesi tecnico-industriale originale, che consolida la traiettoria del marchio De Tomaso.
Si configura come consolidamento creativo, non come discontinuità strutturale di sistema.
Valore collezionistico (IC)
L’IC20 è determinato da:
- Produzione contenuta (~401 unità)
- Firma stilistica di Giugiaro
- Riconoscibilità iconica
- Eleggibilità in eventi internazionali
- Stabilità del mercato negli ultimi 15 anni
Versione di riferimento – V8 4.7
- Motore: Ford V8
- Cilindrata: 4.7 litri
- Potenza: circa 306 CV
- Cambio: manuale 5 marce
- Velocità massima: ~250 km/h
- Schema telaio: trave centrale in acciaio
La Mangusta occupa una posizione peculiare: meno celebrata della Miura, meno diffusa della Pantera, ma stilisticamente tra le più pure espressioni della stagione 1966–1971.
È uno Storico consolidato che mantiene margini di rivalutazione qualitativa, ma non presenta dinamiche speculative aggressive.
Riferimenti Editoriali
- Archivio storico De Tomaso
- Documentazione Salone di Torino 1966
- Registri produzione Mangusta
- Letteratura specialistica GT italiane anni ’60
